Asiago
un formaggio, due gusti diversi
La sua area di produzione originale, allargatasi nel corso del Novecento verso ampi territori delle province limitrofe, è l'altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Oggi di questo formaggio esistono due tipologie abbastanza differenti, l'Asiago «di allevo», o stagionato, e quello «pressato», o fresco.
Asiago di allevo
Il formaggio è dalla notte dei tempi un alimento destinato alla conservazione, e quindi alla stagionatura: solo negli ultimi decenni si è fatta strada spesso con conseguenze dannose per la tipicità dei prodotti la tendenza a consumarlo prevalentemente allo stadio fresco. Anche l'Asiago di allevo, nonostante il suo blasone di tutto rispetto, ha dovuto inchinarsi alle richieste del mercato, ed è oggi prodotto in quantità relativamente limitate. A seconda del periodo di stagionatura si parla di Asiago Mezzano (6 mesi), Vecchio (1 anno), Stravecchio (2 anni).

Peso: 8-12 kg
Latte: vaccino, scremato, crudo
Grassi: 34%
Pasta: pressata
Produzione: annuale, estiva (alpeggio)
Stagionatura: fino a 2 anni
Sapore: dolce

Fontina Valdostana
ai piedi del Monte Bianco
La Fontina, uno dei più apprezzati formaggi italiani, è citata per la prima volta col nome attuale in un documento dell'inizio del XVIII secolo: l'etimologia del termine non è sicura, sebbene alcuni la facciano derivare dal toponimo di un alpeggio. In passato peraltro questa denominazione era utilizzata anche in altri punti delle alpi occidentali, a indicare formaggi prodotti in alpeggio con latte intero crudo. Le sue imitazioni, quasi tutte di origine industriale, non si contano. La pasta della Fontina, morbida, grassa, dal sapore armonicamente intenso, si presta perfettamente a essere fusa: è infatti celebre la fonduta valdostana, a base di Fontina, latte e tuorli d'uovo (questi ultimi sono fondamentali per evitare che il formaggio sciogliendosi si raggrumi invece di formare una crema.

Peso: 8-18 kg
Latte: vaccino, intero, crudo
Grassi: 45%
Pasta: cotta, pressata
Produzione: annuale,estiva
(alpeggio)
Stagionatura: 3 mesi
Sapore: dolce, caratteristico

Gorgonzola
gioiello verde italiano

La tecnologia per la produzione dei Gorgonzola è stata definitivamente elaborata nel corso dei xix secolo, ma questo formaggio veniva sicuramente prodotto con metodi più rudimentali già nei secoli precedenti. La denominazione risale agli inizi dei Novecento, quando sostituì quella più generica di «Stracchino», o «Stracchino di Gorgonzola», e trae origine dall'omonima città lombarda, centro più di smercio che di lavorazione, il cui territorio non ricopre attualmente alcuna importanza nell'economia di questo formaggio. Il cuore dell'area di produzione oggi è costituito infatti dalle province piemontesi di Novara e di Vercelli, con apporti più modesti da altre province del Piemonte e della Lombardia. Il Gorgonzola Piccante rappresenta oggi non più del 10% della produzione complessiva di Gorgonzola, all'interno della quale mantiene comunque tenacemente le proprie peculiarità di lavorazione e di stagionatura. Le sue forme vengono messe in commercio avvolte nella carta stagnola contrassegnata dal marchio del Consorzio di produzione, in modo da evitare la disidratazione della crosta. Il sapore forte conferito dalla rigogliosa erborinatura alla pasta morbida ma compatta si sposa bene e questo vale per tutti gli erborinati con il dolce intenso privo di qualsiasi acidità (miele, mostarda piccante). Da provare anche sulla pasta in bianco, tagliato a piccoli pezzi.
II Gorgonzola Dolce può essere definito un tentativo riuscito, messo in pratica a partire dal l'ultimo dopoguerra, di diffondere un prodotto particolare fra un pubblico vasto, portato dall'evoluzione del gusto «moderno» a prediligere un formaggio più cremoso, fresco e delicato. Le forme sono uguali per dimensioni a quelle del Gorgonzola Piccante, ma di solito vengono messe in commercio tagliate a metà lungo il diametro e quindi ricoperte di carta stagnola.

 
Peso: 6-12 kg
Latte: vaccino,
intero, pastorizzato
Grassi: 48%
Produzione: annuale
Stagionatura: almeno 3 mesi
Sapore: forte, erborinato

Pecorino Sardo
il sapore della Sardegna
Prodotto con latte di pecora intero proveniente esclusivamente da allevamenti ubicati nel territorio amministrativo della Regione Sardegna, il Pecorino Sardo è un ottimo formaggio da tavola e nella tipologia maturo anche un ottimo formaggio da grattugia. È inoltre un formaggio con elevati valori nutrizionali ed energetici sia nella tipologia dolce sia in quella matura. Il Pecorino Sardo Dolce è caratterizzato da un periodo di maturazione che si compie tra i 20 e i 60 giorni. Ha una forma cilindrica a facce piane con scalzo dritto o leggermente convesso. La crosta è liscia, sottile, di colore bianco o paglierino tenue. La pasta è bianca, morbida, compatta o con rada occhiatura, dal sapore dolce-aromatico o leggermente acidulo.Il Pecorino Sardo Maturo si caratterizza per una stagionatura più lunga di almeno quattro mesi, che avviene in appositi locali la cui temperatura e umidità sono costantemente controllate. Ha forma cilindrica a facce piane con scalzo dritto. La crosta è liscia, consistente, di colore bruno nelle forme più stagionate; la pasta è bianca, tendente al paglierino con il progredire della stagionatura, compatta o con rada occhiatura, dal gusto forte e gradevolmente piccante.

 
Peso:
Latte:
s
Grassi:
Produzione:
Stagionatura:
Sapore:

Pecorino Toscano
dai pascoli dell'Italia Centrale
Il nome pecorino, nell'industria genericamente usato sia per indicare i formaggi fatti con latte di pecora, sia per i prodotti di specifiche zone dell'Italia centrale, meridionale e insulare. Plinio il Vecchio, nella sua monumentale Storia Naturale, accenna in alcuni passi alla produzione del Pecorino in Toscana.Il colore della crosta è giallo con varie tonalità: in particolare, caratteristica è quella color giallo carico per il tipo a pasta tenera. La pasta è bianca-paglierina nel pecorino tenero e paglierina in quello a pasta dura. La tecnologia di produzione prevede che il latte debba essere coagulato a una temperatura compresa tra 35° e 38°C e il caglio utilizzato debba essere di vitello. La coagulazione si verifica in 20-25 minuti. Può essere praticato l'inoculo con fermenti lattici selezionati dall'area di produzione.

 
Peso: 1-3 kg
Latte:di pecora intero
Grassi:
Pasta: cotta, pressata
Produzione: annuale continua
Stagionatura: 25 giorni; 4 mesi
Sapore: intenso, piccante o dolce

Taleggio
prelibatezza stagionata in grotta
Chiamato fino ai primi del Novecento genericamente «Stracchino», e prodotto in un'ampia area delle Alpi lombarde, questa colonna portante della Lombardia casearia ha mutuato l'attuale nome dalla Vai Taleggio, sede di una produzione rinomata alla quale quasi tutti gli altri Stracchini finirono per omologarsi nella denominazione e nelle tecniche di lavorazione. Il nome del Taleggio è associato anche a un'altra valle, la Valsassina, che è però sempre stata, grazie alle sue grotte naturali, più un centro di stagionatura che di produzione. L'aroma del Taleggio è estremamente caratteristico e penetrante, mentre la sua pasta è molto molle e talora fondente (l'utilizzo di latte crudo o di latte pastorizzato incide comunque non poco su queste due qualità). Altro discrimine fondamentale è quello fra i Taleggi di pianura e quelli di montagna, per ovvie ragioni legate al tipo di materia prima e di microclima. L'estensione della produzione alle pianure è avvenuta d'altronde solo in un'epoca abbastanza recente.

Peso: 1,7-2,2 kg
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizzato
Grassi: 48%
Produzione: annuale
Stagionatura: 40 giorni
Sapore: intenso, caratteristico

Bagos
Grana bresciano
Il bagoss (o bagozzo, detto anche "grana bresciano") viene prodotto artigianalmente nell'alta val Sabbia, in Lombardia. Prende il nome dal paese di Bagolino, in provincia di Brescia. E' un formaggio preparato con latte di vacca parzialmente scremato per affioramento, a pasta semicotta o cotta. Possiede caratteristiche simili a quelle del grana. Il latte, dopo la scrematura, viene riscaldato lentamente fino alla temperatura di 37°C. Circa un'ora dopo l'aggiunta del caglio si completa la coagulazione, e la cagliata viene tagliata in grosse fette verticalmente, prima in un senso e poi nell'altro, in modo da ottenere dei parallelepipedi. Dopo un riposo di circa 10 minuti, la rottura è completata riducendo la cagliata dapprima in pezzi della grandezza di una noce e poi di un seme di riso.
Si passa alla cottura riscaldando la massa alla temperatura di 45°-49°C; dopo un periodo di riposo, la massa è pronta per essere modellata negli stampi di legno. Le forme vengono pressate per circa una giornata; sono poi lasciate stufare 3 o 4 giorni a temperatura ambiente.
La salatura si effettua a secco strofinando il sale alternativamente sulle due facce e sullo scalzo per alcune settimane, con intervalli di circa 3 giorni. La stagionatura avviene a temperatura di cantina, per un periodo di tempo che va dai 6 mesi ai 2 anni. Durante il periodo di maturazione le forme sono regolarmente rivoltate, pulite e protette in superficie con oli.
Il bagoss ha forma cilindrica con facce piane del diametro di circa 40 cm e scalzo di 12-15 cm. Il peso medio di una forma è 15-16 kg. La crosta è bruna, scura e consistente, la pasta è compatta e dura di color giallo paglierino; nelle forme più stagionate assume un colore più carico, con sfumature verdognole. Può essere presente una leggerissima occhiatura. Il sapore è deciso, l'aroma intenso.

Forma: cilindrica, diametro 40 cm, scalzo 12-15 cm
Peso: 15-16 kg
Crosta: bruna, scura, consistente
Pasta: dura compatta, da paglierino chiaro a paglierino chiaro con sfumature verdognole
Sapore: deciso, aroma intenso
Stagionatura: da 6 mesi a 2 anni
Zona di produzione: provincia di Brescia
Latte vaccino

Caciocavallo
La forma della bontà

Secondo i più la radice del nome di questo formaggio sta nell'usanza, tuttora praticata, di legare le forme a coppie a una cordicella e di appenderle «a cavallo» di una trave. Da qui proverrebbe la caratteristica forma «a fiaschetto», che agevola la sospensione a una fune. Formaggi con nomi e lavorazioni simili si trovano in diversi paesi dei Balcani (Bulgaria, Romania, ex Jugoslavia,Turchia), ma pare assodato che questo fatto sia dovuto all'influsso di quei casari italiani che nei secoli passati esportarono verso oriente le proprie conoscenze e la propria terminologia. Più fantasiose appaiono altre ipotesi etimologiche, come quella che si trattasse in origine di un prodotto a base di latte di giumenta. Di «Caciocavallo» si parla già in una novella del trecentista fiorentino Franco Sacchetti: il prodotto doveva essere quindi noto già all'epoca al di fuori delle sue regioni di origine.

Dimensioni: variabili
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizzato
Grassi: 45%
Pasta: filata
Produzione: annuale
Stagionatura: da 2 mesi
a 2 anni
Sapore: intenso, caratteristico
Burrata
Un cuore di latte

La creazione di questo formaggio, nato per riutilizzare gli sfridi della lavorazione della pasta filata, si deve alla lotta tenace da parte della cultura contadina contro qualunque tipo di spreco. Il suo involucro esterno è costituito da una sacca di pasta simile a quella della Mozzarella, riempita di ritagli («fucini») della stessa pasta mescolati a panna arricchita di fermenti lattici: da qui il nome di «Burrata», che allude al sapore del ripieno, dolce, ricco, semiliquido, da gustare al naturale o come condimento per la pasta in bianco. Viene per tradizione avvolta negli steli di un'erba carnosa locale, il vizzo, che le trasmettono il loro caratteristico aroma pungente. Se la Burrata ha passato il periodo ottimale per la consumazione fresca, divenendo piuttosto soda e compatta, può essere ancora utilizzata, sminuzzandola e sfilacciandola, come condimento per la pasta.
Peso: 0,3-0,4 kg
Latte: vaccino, intero + panno, crudo
Grassi: 60%
Pasta: filata
Produzione: annuale
Stagionatura: assente
Sapore: latteo, burroso
Robiola della Valsassina
Si tratta di un Taleggio dalle dimensioni ridotte a circa un quarto della versione originale. I vecchi casari erano soliti dire che con questo artificio il prodotto «prende il sale diversamente», subendo una maturazione più profonda rispetto a quella dei Taleggi più grandi.
Peso: 0,4-0,5 kg
Latte: vaccino,intero, pastorizzato
Grassi: 48%
Produzione: annuale
Stagionatura: 20 giorni
Sapore: intenso, caratteristico
Robiola delle Langhe
Vengono spesso accomunate sotto questo nome alcune formaggelle tipiche della provincia di Cuneo, in particolare delle Langhe, messe a volte in commercio con denominazioni di fantasia. La loro pasta, non essendo né cotta né pressata è molto morbida, spesso semiliquida.
Dimensioni: variabili
Latte: vaccino, ovino, caprino
intero, crudo o pastorizzato
Grassi: 45%
Produzione: annuale
Stagionatura: 15-20 giorni
Sapore: dolce, latteo
Montasio
Il formaggio Veneto
Questo formaggio ha preso il nome dall'omonimo gruppo montuoso delle Alpi Giulie in Carnia. Dal 1986 gli è stata riconosciuta la denominazione di origine; l'area di produzione comprende tutta la regione Friuli Venezia Giulia, le province di Belluno e Treviso e parte delle province di Padova e Venezia. E' un formaggio grasso a pasta dura cotta, prodotto con latte vaccino. Il latte intero di una mungitura o di due mungiture, di cui quello della sera parzialmente scremato per affioramento, viene riscaldato alla temperatura di circa 34°C e viene aggiunto di caglio di vitello e di colture di fermenti selezionati o siero inacidito delle lavorazioni precedenti. La coagulazione avviene in 20-30 minuti. Dopo la rottura della cagliata a dimensione di chicco di riso, si procede a un riscaldamento della stessa fino a una temperatura di 48°C mantenendo sempre in agitazione la massa. Si completa così lo spurgo del siero dalla cagliata, i grumi di coagulo si asciugano e si riducono di volume. La cagliata, lasciata sedimentare sul fondo, lega e diventa una massa uniforme. Allontanata una parte del siero si procede all'estrazione del coagulo ponendolo a sgocciolare su un tavolo per pochi minuti.
Crosta: nel formaggio di 2 mesi appena accennata, elastica, giallo paglierino; nel formaggio molto stagionato ben formata
Pasta: da gialla, compatta ed elastica con occhiatura rada a occhio di pernice o granulosa e friabile
Sapore: da dolce ad aromatico, leggermente piccante
Stagionatura: da 2-3 mesi a oltre un anno
Zona di produzione: Friuli Venezia Giulia, province di Belluno, Treviso, Padova e Venezia
Latte vaccino intero o parzialmente scremato

Morlacco
Il formaggio dei "poareti"

Il Morlacco del Grappa è un formaggio di latte vaccino scremato per affioramento, semigrasso, a pasta cotta, molle o semidura. La forma cilindrica, dai 6-7 kg, presenta una crosta appena percepibile, bianca o leggermente paglierina nel prodotto un po’ stagionato, rigata per l’usanza di porre la cagliata nelle ceste di vimini. La pasta è morbida, bianca, con occhiature piccole, lievemente paglierina da matura. I profumi sono intensi e caratteristici, il sapore è piuttosto salato. E’ conosciuto come il “formaggio dei poareti” poiché, dato il suo sapore particolarmente salato, viene accompagnato da molto pane o meglio polenta. Si consuma dopo il quindicesimo giorno. Una sua caratteristica saliente è quella di ricoprirsi con la stagionatura di una muffa verdastra che gli conferisce un particolare sapore

Peso: 5-8 kg
Latte: vaccino, scremato,crudo o pastorizzato
Grassi: 35%
Pasta: cotta
Produzione: annuale,estiva (alpeggio)
Stagionatura: da 1 a 6 mesi
Sapore: intenso, caratteristico

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